La storiella del tipo ideale è una storiella che ci insegnano fin da piccoli.

Eppure ha più o meno la stessa credibilità di: “per il prossimo esame comincio a studiare subito“, o “non berrò mai più alle feste“.

La verità è che il tipo ideale non esiste.

O meglio puoi avere (o credere di avere) i tuoi gusti, ma questo non vuol dire che tu non possa sentirti attratto/a da persone che non sono per nulla il tuo tipo.

Quante volte hai sentito dire alle donne “no, io con gli uomini X mai” oppure “il mio uomo ideale dev’essere x,y,z“.

Generalmente significa che la settimana dopo le vedrai esattamente con il tipo che incarna le caratteristiche opposte a x,y e z.

E quante volte noi uomini abbiam detto: “a me quelle con le tette piccole non piacciono“, il giorno dopo: fidanzamento ufficiale con tavola da surf.

Sono cose che ci raccontiamo pourparler.

Pensaci: se agli esseri umani piacesse solo un tipo specifico di persona, youporn non avrebbe tutte quelle categorie.

La verità è che ci piace parlare di tipo ideale perché nutre il nostro ego.

Ma noi esseri umani siamo lungi dall’essere attratti da un solo tipo di persona.

Un giorno abbiam voglia della “skinny”, il giorno dopo della “voluttuosa”, il giorno dopo ancora cerchiamo la giovane, l’altro giorno andiamo su milfhunter.

Anche qui come sempre le donne ci battono.

Se hai confidenza con un’amica e le fai capire che non la giudicherai ti confermerà che anche le donne: un giorno vanno su kink.com, l’altro giorno si toccano pensando all’ex, un altro giorno al proprio migliore amico, un altro giorno al ragazzo che hanno visto al supermercato e il giorno successivo ancora fantasticano sul nano di The Game of Thrones.

Pensi che non sia così?

Ti dò una notizia: vivi in Matrix.

Il fatto che le donne queste cose non te le vengano a dire significa semplicemente che hanno paura dei commenti che riceverebbero.

Del resto un certo tipo di pudore colpisce anche noi.

Ti ricordi che fino a una decina di anni fa quando dicevi che ti piacevano le 40-50enni ti sfottevano?

Ora se ti piacciono le cougar e le milf ti applaudono. Come è normale che sia.

Se vuoi approfondire il meraviglioso quanto sconvolgente mondo delle fantasie femminili, puoi leggere il libro di Nancy Friday: “Il mio giardino segreto” (e dare un’occhiata agli altri “libri consigliati“).

La Friday era una giornalista degli anni ’60 interessata a questi temi, che con spirito pioneristico pubblicò la suddetta opera provocando grandissimo scandalo nella società dell’epoca.

Il libro non è altro che una raccolta di interviste anonime fatte a donne di ogni età e fascia sociale, le quali si confessano sulle loro fantasie sessuali più intime.

Ti dico solo che ancora oggi se sei a crudo di come funziona la sessualità femminile, e ancora credi che le donne siano meno arrapate di noi, ne sarai più che destabilizzato.

Sarà come prendere la pillola rossa e diverrà quasi impossibile tornare indietro.

La verità è che le donne sono arrapate da… TUTTO.

Come cerco però di farti capire su questo sito, sono più allenate a nasconderlo. Pena biasimo sociale.

Sono davvero pochi gli uomini che lo hanno compreso.

In un importante studio del 2007 la ricercatrice Meredith Chivers ha dimostrato che le donne eterosessuali mostrano segni di eccitazione sessuale di fronte alle immagini di praticamente qualsiasi cosa: masturbazione in solo, masturbazione a due, sesso fra coppie etero, sesso fra coppie lesbo, sesso fra coppie omo e…. perfino coppie di Bonobo.

Queste sono le donne! E io di questo ringrazio tutti gli Dei dell’Olimpo ogni giorno.

Cosa interessante: nelle donne che hanno preso parte allo studio questa eccitazione spesso veniva completamente bypassata dalla parte razionale del cervello, nonostante gli elettrodi e altri strumenti di misurazione dimostrassero l’esatto contrario.

Spessissimo infatti le donne negavano a parole ciò che le macchine mostravano.

Ciò conferma per l’ennesima volta la dicotomia che c’è fra i veri desideri delle donne e quello che dicono di volere.

Dicotomia che per altro è presente anche negli uomini.

Freud chiamava questo fenomeno “disagio della civiltà“.

L’essere civilizzati produce inevitabilmente un certo grado di psicopatologia, perché provoca svariate dissonanze cognitive fra ciò che si desidera (per natura) e ciò si crede di volere (per cultura).

Da qui l’estrema importanza di distinguere ciò che le persone “dicono a parole” dai loro desideri reali.

Donna, la prossima volta che senti una certa attivazione delle tue parti intime di fronte a una scena di due gay che lo fanno, non ti preoccupare, è normale. E’ esattamente come quando noi uomini guardiamo due lesbiche.

E tu uomo, la prossima volta, per favore, quando una donna ti dice “non sei il mio tipo”, pensa a quello che hai appena letto.

Ti racconto un episodio che risale a una decina di anni fa.

Allora non mi era per nulla chiara l’irresistibile potenza dell’ossitocina. Nè tanto meno avevo capito che intimità = sesso.

Credevo che le donne fossero attratte da un tipo specifico di uomo: quello alto, muscoloso, ricco, alfa e stronzo.

E sono sicuro che ancora molti di voi, specialmente se vengono dal mirabolante mondo dei siti di seduzione americani, o dalla bro-science degli amici, pensano che alle donne piacciano gli stronzi.

Ragazzi, abbiamo semplicemente visto troppi telefilm americani.

Le donne vanno con quelli che le fanno arrapare, indipendentemente dal fatto che siano stronzi, brutti, belli, intelligenti, simpatici, gentili ecc…

Ora concentrati, sto per raccontarti il caso concreto of the day.

Il caso risale a una decina di anni fa.

Fu una delle prime volte in cui mi accorsi dell’onnipresente dicotomia femminile cultura/natura.

Cultura è: “cosa dico di volere”. Natura è: “cosa voglio veramente“.

Avevo qualcosa come 17 anni e i miei genitori avevano affittato per due settimane una villetta a schiera in un villaggio vacanze del Salento.

Francesco un amico di scuola era venuto a stare con noi.

La vacanza era appena cominciata e una mattina stavamo facendo colazione in giardino.

Mentre parlavamo mi accorsi che quella che non si poteva definire altro che una grandissima gnocca stava uscendo dalla villa di fronte.

Faccio: “Guarda che gnocca fra! Forse vive di fronte!

Lui, si ferma, osserva e dice: “seeee figurati se quella ci caca a noi“.

Io: “Boh non lo so, comunque che facciamo? Andiamo a conoscerla?“.

Dopo aver confabulato un po’, decidiamo di farci coraggio e andare.

Usciamo dalla villa in costume e infradito.

Mi rivolgo alla ragazza faccio: “Vivi qui?

Lei si gira, sorride, risponde: “Sì per quest’estate“.

Io dico: “Ciao sono Marco, lui è a Francesco“.

Lei: “Alessia piacere“.

Parte una conversazione in cui ci raccontiamo di dove siamo, con chi siamo e quanto rimaniamo nel villaggio.

Da subito però mi accorgo che Alessia, per come parla e come guarda Francesco, sembra interessata a lui.

Ma Francesco, senza volerlo, aveva dato un preciso comando al suo cervello: “figurati se quella ci caca a noi“.

Così facendo aveva ordinato alla sua coscienza di escludere qualsiasi possibilità che “una tipa come quella” potesse essere interessata a lui.

Il sesto giorno di vacanza mentre parlavo con Alessia decisi di buttarmi in stile o la va o la spacca e provai a baciarla, ma lei si girò e mi disse chiaramente “non sei il mio tipo“.

Io non sapevo ancora niente delle donne. Le risposi: “l’avevo capito, a te piace Francesco“.

Alessia annuì.

Nei giorni successivi continuammo ad uscire in tre.

Francesco però continuava a non capire: i giorni passavano e lui non si decideva a provarci.

Gli avevo perfino riferito che Alessia mi aveva confessato di avere un debole per lui.

Il comando inconscio che si era dato però era così potente che anche se Alessia gli si fosse spogliata di fronte, avrebbe pensato avesse caldo.

Intanto i giorni passavano ma nessuno dei due si decideva a prendere iniziativa.

Francesco era convinto di non avere alcuna chance e io dal canto mio rimanevo convinto di non essere il tipo di Alessia, visto che me l’aveva DETTO.

Tre giorni prima della fine della vacanza uscimmo una sera, come sempre in tre.

Era una serata noiosa, così interrogandoci su cosa fare decidemmo di scavalcare il cancello della chiesetta del villaggio e finimmo a parlare sui gradoni del sagrato.

L’illuminazione era quasi assente. Faceva caldo.

Alessia e Francesco stavano sul gradino inferiore al mio.

Io mi ero messo sul gradino superiore dietro di loro perché credevo di essere di troppo.

Continuavamo a parlare e parlare senza che succedesse niente.

Mi stavo annoiando non poco. A un certo punto però, dato che avevo Alessia davanti seduta sul gradino inferiore pensai “io sono bravo coi massaggi, magari glielo propongo”.

Me ne uscii con: “Mio padre che ha spesso mal di schiena dice che sono bravo coi massaggi“.

Alessia rispose: “Sì? Vediamo!

Da lì cominciai a massaggiarle la schiena ignaro di cosa in realtà stessi facendo.

A un certo punto, dopo circa 5 minuti, probabilmente fu Francesco a sentirsi di troppo, così disse: “io vado a vedere che c’è in piazza“.

Io e Alessia ci ritrovammo da soli. Ci guardammo per 3-4 secondi, io presi coraggio, mi avvicinai…

Stavamo pomiciando.

Ricordo di aver pensato chiaramente: “cazzo, pensavo di non piacerle“.

Alessia divenne la mia scopamica salentina storica.

Quella fu una delle prime volte in cui cominciai a capire che la verità sulle donne è tutto il contrario di quello che viene detto.

Mi ci sono voluti però molti altri anni per capire come stanno veramente le cose.

Una volta, tempo dopo, chiesi ad Alessia: “ma a te all’inizio non piaceva Francesco?“, lei rispose in un modo che mi è rimasto impresso, ma che appunto, riuscii a capire solo molto tempo dopo: “all’inizio pensavo mi piacesse lui, poi però tu mi hai saputa prendere“.

Morale?

Spesso ci ritroviamo spaesati quando ci scopriamo attratti da persone che non sono il nostro tipo

Non sappiamo che non esiste nessun tipo.

Ricordati che per quanto strafighe, speciali, particolari, “diverse”, “dive”, sono sempre donne, quindi esseri umani.

Come esseri umani hanno bisogno di sesso e di intimità. E tanto più lo negano a parole, tanto più ne hanno bisogno nella pratica.

Tu  come sempre tranquillizzati, mantieni lo sguardo, sorridi, goditi lo spettacolo e metti una mano.

*N.B. I nomi dei protagonisti sono stati sostituiti per rispetto della loro privacy, per lo stesso motivo la foto dell’articolo (ad eccezione di me medesimo) non ritrae le persone descritte nell’articolo.*

Scritto da Marco Bux
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