Comincerò con una metafora: se arrivi a capire di cosa sto parlando sei un genio.

Immagina di essere a Ciambellandia, in questo paese esistono solo le ciambelle, non esistono le torte.

Le torte sono finite molto tempo fa, non si sa come, non si sa perché, anche se il desiderio di torte rimane sempre forte nella gente.

Non c’è niente di male a desiderare una torta a Ciambellandia, è una cosa perfettamente naturale, ma la cultura di Ciambellandia costringe i cittadini a nascondere il più possibile il proprio desiderio per le torte per mantenere l’ordine prestabilito.

Molte istituzioni a Ciambellandia si sono battute per secoli contro le torte, considerate la radice di ogni male. Se una persona poi, particolarmente una donna, fosse stata scoperta a mangiare torte: eresia, rogo, vendetta…

Se sei un uomo a Ciambellandia invece te la passi leggermente meglio:

ti è permesso esprimere il desiderio per le torte con discrezione. Certo non puoi andare in giro con una torta e farti vedere mentre la mangi, ma far capire di mangiare torte ogni tanto, se sei un uomo, è considerato più socialmente accettabile.

Tanto che gli uomini, per apparire più trasgressivi, proclamano di mangiare torte più spesso delle donne e di averne più esperienza. La maggior parte delle volte però sono solo parole. Anzi ciò accade semplicemente perché gli uomini in quei rari casi riescano a mangiare una torta lo vanno a raccontare a tutti, fieri di averlo fatto.

Le donne invece timorose di ripercussioni, soprattutto sociali, non lo fanno.

Uomini e donne di Ciambellandia spesso si consolano con foto e video di torte che girano su internet: tutti sanno infatti che nella propria intimità, chiunque più o meno guarda foto e video di torte. Si dice che le donne lo facciano di meno, ma è solo un mito.

A Ciambellandia poi vigono delle strane norme di comportamento qualora uomini e donne stiano pensando di mangiarsi una torta.

Le donne, se vogliono una torta, non possono prendere l’iniziativa: devono aspettare che gli uomini trovino il coraggio di chiederglielo e a quel punto devono rifiutare almeno un paio di volte affinché non si diffonda su di loro la voce che si concedono al piacere delle torte troppo facilmente.

Le si ammonisce che quel genere di comportamenti, propensi alle torte, poco si addice alle “brave ragazze”.

In generale comunque a Ciambellandia le donne che riescono a “mangiare molte torte” sono da denigrare, gli uomini invece sono tendenzialmente fighi.

Capite che in questo luogo immaginario c’è qualcosa che non va.

Peccato che questo rappresenti in gran parte la morale sessuale tutt’oggi vigente.

Se sei un uomo questo discorso ti sembrerà strano, specialmente fatto da un altro uomo.

Noi uomini però non capiamo che questo sistema danneggia anche noi.

Se le donne hanno timore di passare per “facili” ogni volta che liberamente vanno con qualcuno,

interagire fra uomini e donne diventa una fatica immane per entrambi.

Il fatto che le persone non possano liberamente mangiare insieme le torte che vogliono, è un’operazione di marketing religioso che va avanti da qualche migliaio di anni.

E la cosa più divertente è che questo sistema viene imposto non solo dagli uomini nei confronti delle donne, ma anche dalle donne nei confronti delle donne.

Ci avevi fatto caso?

Come dicevo questo sistema danneggia entrambi i sessi: crea appunto quella trama di giochini, giochetti e cose non dette che rende tutto macchinoso e che fa diventare il godere gli uni degli altri estremamente più faticoso.

E’ lo stesso sistema che ti porta, se con una donna non combini niente, a chiamarla stronza e, viceversa, a chiamarla “facile” se segue liberamente i suoi istinti di donna e viene con te.

Capito? A te non sembra naturale che un uomo e una donna si incontrino, si piacciano e poi insieme decidano di fare quello che vogliono senza giochetti: ti sembra “troppo facile”. E magari ti passa pure la voglia perché lei non te la fa “sudare” (qualunque cosa questo voglia dire).

E’ per questo che spesso non ci si capisce fra uomo e donna. Entrambi vogliamo la stessa cosa:

stare gli uni con le altre, ma agli uomini sembra troppo facile e alle donne non è permesso far capire, specialmente all’inizio, che ne hanno voglia anche loro.

E’ un peccato perché il rapporto uomo-donna scevro di queste sovrastrutture culturali è semplice e rigenerante, ma diventa pesante e artefatto a causa proprio di consuetudini come quelle qui descritte, di cui in massima parte non siamo consapevoli.

Sovrastrutture che non percepiamo come culturali, bensì come predisposizioni naturali tipiche dei due sessi.

In gergo sociologico si chiamano “ruoli di genere” e il più delle volte non hanno alcun riscontro nella realtà.

In particolare nella nostra cultura il primo ruolo di genere scambiato per predisposizione naturale è la nozione secondo cui gli uomini rappresenterebbero il genere più interessato al sesso. Fortunatamente (o sfortunatamente) non passa molto tempo nella vita di una donna prima che questa si accorga che tutta questa focosità attribuita agli uomini non è poi così riscontrabile nella pratica

Anche gli uomini dal canto loro rimangono sorpresi e impreparati di fronte ad una sana e naturale voglia da parte femminile di fare la cosa più naturale del mondo e di farla spesso,

nessuno li aveva avvertiti. “Ma come? Nei film lei ha sempre mal di testa!“. A quel punto è generalmente la donna a pensare di avere qualcosa che non va se pensa troppo a “quella cosa”.

Altro ruolo di genere molto radicato riguarda il ripetere agli uomini che le donne si conquistano con i soldi.

Il fatto che poi lei, nonostante lui abbia un buon lavoro e un buono stipendio, vada con l’idraulico, proprio non se lo spiegano.

Il problema è che noi uomini abbiamo capito poco della nostra sessualità e ancora meno di quella femminile.

Cosa fare:

La prossima volta che senti una tua amica dire: “ieri sono andata con quel ragazzo perchè mi piaceva“, non chiamarla zoccola, dalle il 5 esattamente come faresti con un tuo amico. Vedrai che da lì a poco comincerà a fare pensierini anche su di te, visto che da te, come solo da pochi altri, non si sentirà giudicata.

Scritto da Marco Bux
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