Continuiamo sulla scìa del precedente articolo in cui abbiamo analizzato come la pratica dello sfotticchiare per far colpo sia in realtà controproducente, specialmente nel lungo periodo.

In maniera complementare, altro tabù della concezione americana, è la patologica fobia di fare qualsivoglia complimento o comunque in genere di comunicare il proprio interesse.

Ciò perché in tale concezione si tende a percepire il proprio “valore” di base come inferiore sempre e comunque a quello della ragazza la quale rappresenterebbe la “vittima” delle intenzioni maschili.

La donna non è mai interessata a sua volta fin dall’inizio, ma bisogna convincerla, intortarla, conquistarla, affinché lei magicamente arrivi a percepire il tuo valore come superiore al suo: solo allora acconsentirà a venire con te.

Questo modo di vedere le cose è profondamente viziato dal concetto di “conquista” applicato ai rapporti uomo-donna.

Il concetto di conquista prevede un conquistatore e una vittima, cioè una persona che “subisce” qualcosa che non vuole fare.

Non a caso un altro modo di rappresentare il processo seduttivo nella visione ordinaria fa riferimento alla dinamica “cacciatore/preda”.

L’uomo è il cacciatore e la donna la povera “preda” indifesa.

Ma immagina il caso in cui entrambi: sia il cacciatore, sia la preda, non abbiano interessi contrapposti ma godano e ricavino piacere l’uno dall’altra.

Sarebbe corretto ancora parlare di cacciatore e di preda?

Da etimo.it:

conquer

La visione “guerresca” della seduzione, che usa termini come caccia, preda, conquista, strategia, tattiche, tecniche e chi più ne ha più ne metta è basata solo e unicamente sull’idea erronea che la donna non possa essere interessata fin dall’inizio, ma che, al contrario, si sottoponga alla seduzione sempre controvoglia.

Mentre nella realtà la cosiddetta “preda” spesso seduce il cacciatore e non viceversa.

Perché? Perché nessuno é preda e nessuno cacciatore: entrambi vogliono la stessa cosa.

Ma l’uomo medio dice “Wow, l’ho conquistata“… No, stupidotto, lei ci stava fin dall’inizio, se glielo chiedi te lo confermerà.

Spesso le donne ci stanno fin dall’inizio semplicemente perché sei “ok”.

Ti guardano e pensano: “fattibile”.

Tu invece pensi di averci combinato qualcosa perché sei stato bravo a sedurla.

Ma lei era già aperta all’eventualità fin dall’inizio.

Tuttavia come potresti saperlo se ti continuano a ripetere che le donne bisogna convincerle, conquistarle, costringerle a fare qualcosa che non vogliono per poi dopo un’impresa erculea, magicamente cambiare idea e concedersi?

Marco ma la storia in cui l’uomo insegue la donna che fa la ritrosa è quasi sempre esistita!

Vero! Ma in passato era intesa come un mero gioco, una danza in cui ognuno assume il suo ruolo ed entrambi rimangono consapevoli che di un gioco si tratta.

L’uomo sapeva che in realtà la donna desidera il sesso quanto e più di lui, ma le faceva il piacere di toglierle la responsabilità delle varie avances in quanto la nostra cultura vede le donne che prendono iniziativa come meno valide, o “serie”, delle altre.

I nostri padri quindi erano ben consapevoli che si trattasse di un gioco delle parti.

Oggi, con la vittoria del politicamente corretto e del femminismo commerciale gli uomini sono convinti per davvero di essere il genere più interessato al sesso, quello che deve barcamenarsi tipo pavone per fare colpo sulle donne, a loro volta timide e innocenti, che se potessero diventerebero tutte suore seduta stante.

A meno che, sempre secondo la retorica dominante, tu non abbia:

  1. Soldi
  2. Fisico da Men’s Health
  3. Pene lunghissimo
  4. Lo stato di Montecarlo

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Questo modo di vedere le cose danneggia entrambi i sessi.

Se si adotta tale modo di pensare è impossibile interagire in maniera normale e autentica.

E’ impossibile rilassarsi anche solo per un istante: come fai a rilassarti se sei impegnato in una guerra? Per giunta non di difesa ma di… conquista?

Secondo la visione PUA (i cosiddetti “pick up artist” americani), siccome la donna non può essere interessata fin dall’inizio, bisogna CON-VINCERLA con varie tecniche, tra le quali DHV (Dimostrazione di Valore Superiore), False disqualifiers (affermazioni in cui fai finta di “squalificarti” come potenziale interessato), Neg (sfotticchiamenti più o meno pesanti) ecc…

Mai fare dei complimenti e men che mai  far presente di essere attratti dall’altra persona.

La “dichiarazione” è qualcosa da sfigati, si faceva alle elementari, ti farebbe passare per “needy”.

Ci siamo passati tutti…

Ebbene, uomo la cui psiche è stata permanentemente danneggiata da Facebook, sono qui a dirti: niente di più falso.

Non si tratta di fare dichiarazioni tipo lettera d’amore ottocentesca… ma semplicemente di far presente il proprio interesse perché non c’è nulla di più efficace per connettere.

In questo sito si incita a fare presente il proprio interesse specialmente tramite il contatto fisico perché è il modo che uomo e donna hanno usato fin dall’alba dei tempi per comunicarsi attrazione reciproca.

Avvicinarsi, abracciarsi, sfiorarsi, aumentare il contatto fisico ecc… bypassano completamente il cervello razionale e vanno dritto al sodo.

Permettono ad entrambi di capire fin da subito se l’interesse è appunto… reciproco.

Le parole non hanno la stessa efficacia, ma possono anch’esse fare magie.

Ripeto non stiamo parlando di dichiarazioni alla Dolce Stil Novo, benché io ricordi che alcune ragazze che ho avuto sono diventate tali tramite dichiarazioni di questo genere.

Piuttosto stiamo parlando di rendere palese l’interesse in maniera tranquilla e naturale.

La dichiarazione stile ‘800 mette una pressione eccessiva sull’altra persona.

Es. “mi sono innamorato di te dal primo momento che ti ho vista“, risposta più probabile: “Ah, ok.

Quindi senza stare a parlare di amori che strappano i capelli o unioni cosmiche fra anime gemelle, anche il semplice dire: “hai un bel corpo”, cioè fare un COMPLIMENTO, può aprire porte che altrimenti rimarrebbero sigillate.

Specie quando non si ha la possibilità o il coraggio di toccare, allora far presente la propria attrazione fisica verbalmente, in maniera tranquilla e rilassata, può essere cruciale.

Spiegherò questo in dettaglio nella guida di nonsonounseduttore in uscita a fine marzo.

Spesso mi sono ritrovato ad esternare anche cose più “spinte” e per nulla “romantiche” nel senso comune del termine, che però provavo intimamente in quel momento, come: “mi fai arrapare tantissimo” ricevendo reazioni inaspettate.

Quali reazioni?

Totali cambiamenti di atteggiamento da parte femminile: aumentata sensualità, erotismo alle stelle, atmosfera da “love is in the air”.

Vuoi sapere perché?

Il motivo è molto semplice.

Far presente il proprio interesse, fisicamente o verbalmente, RILASSA.

Nell’essere  umano il fenomeno dell’eccitazione, del coinvolgimento erotico, di quella specie di ebbrezza che si sente quando appunto “l’amore è nell’aria”, si sblocca solo se il sistema nervoso autonomo è CALMO.

Perciò è chiaro se dici tutto tremante, ansiogeno, sudato e col cuore in condizione pre-infartuali: “non riesco a smettere di pensarti: ho anche dei poster di te in camera che mi guardo la notte invece di dormire” creerai un’atmosfera tutt’altro che rilassata. Quindi tutt’altro che sexy.

Ma se riesci a comunicare il tuo interesse come la cosa normale, sana e naturale qual è, tutto cambia.

L’ossitocina ha effetto sulla persona che non vuole “scappare o combattere”.

Se il sistema nervoso simpatico (“fight or flight”) è attivo, quello para-simpatico (“rest, digest and have sex”) non può attivarsi.

Tant’è che le donne spesso non si godono il sesso perché l’uomo non ha fatto niente per farle rilassare.

Il meccanismo fight or flight, che comprende secrezione di ormoni legati alla sopravvivenza (adrenalina, noradrenalina ecc…) è antitetico all’eccitazione sessuale (oltre che al riposo, alla digestione ecc…) e può essere attivato anche dall’eccessiva preoccupazione (magari nemmeno basata su fatti reali).

Quindi se ti porti a letto una donna con le tue tecniche avanzatissime, ma lei non è a suo agio perché pensa che la giudicherai facile in quanto magari è venuta a letto con te troppo presto, è probabile che all’ultimo ci ripenserà (gli americani la chiamano Last Minute Resistance), o peggio: che il sesso sarà pessimo o che addirittura li sotto le farà male.

Pochi sanno che la prima volta per molte donne è dolorosa non per la rottura dell’imene, ma per l’estrema preoccupazione del momento.

Ommioddio è la prima volta! che succederà? sarò all’altezza? mi uscirà sangue? penserà che sono facile? niente sarà più come prima? ecc…

Il meccanismo “fight or flight” può essere vivo e attivo anche negli uomini.

Solo che nella maggior parte dei casi gli uomini non si fanno problemi del tipo “lei penserà che sono facile?”, piuttosto si chiedono “lei penserà che sono bravo?” perché hanno insegnato a noi uomini che tutto ciò che conta nella vita è la performance.

Se il meccanismo “fight or flight” è in azione nell’uomo possono succedere 3 cose: 1. eiaculazione precoce, 2. mancanza di eiaculazione o eiaculazione esageratamente tardiva, 3. Jack laggiù non si alza.

Qualora si riesca a fare sesso comunque, data la preoccupazione non ci sarà abbastanza rilascio di ormoni benefici e rigenerativi (ossitocina, dopamina, serotonina) e l’esperienza sarà insoddisfacente.

Non insoddisfacente per lei o per lui, ma per lei E per lui.

Pensaci: se una ti dicesse all’orecchio “mi fai eccitare tantissimo” a te non verrebbe duro come il martello di Thor?

In altre parole ragazzi: fare è complimenti è ARRAPANTE.

Per entrambi.

Curiosamente invece sia uomini sia donne spesso fanno di tutto per mettersi a disagio a vicenda.

L’uomo fa i “neg”, sfotte pensando di essere più attrante, la donna evita di dare qualsiasi segnale di interesse per timidezza o per non sembrare facile.

Al contrario comunicare a chi si ha davanti il proprio interesse, sia fuori dal letto sia a letto, è una delle cose più eccitanti che esistano.

Perché? Perché rilassa.

Crea intimità (intimità=sesso) e rompe la matrix poiché pone entrambi sulla stessa barca.

Quando si è entrambi sulla stessa barca ci si rende conto che si può essere sé stessi: ci si può rilassare e comunicare in maniera autentica.

Al contrario finché la seduzione è una “guerra”, una “conquista”, allora la battaglia fra i sessi (la più grande Matrix mai esistita) è a pieno regime, le interazioni sono pessime e inautentiche e si continua ad allontarsi sempre di più, invece di avvicinarsi.

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Scritto da Marco Bux
Sono un coach un po' particolare.